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fckoff (ho sboccato il bottone)

Dopo tutto quello che è successo quando meno ce l’aspettavamo siamo ancora qui a piangere e delle volte anche a riderci su. Ridere non vuol essere un modo per sottovalutare qualcosa, è solo a libera interpretazione. Una risata cattiva, non è una risata. E spesso possiamo capire male qualcosa e rovinarci tutto quando non ce n’era bisogno… quello che vorrei dire è: capisco cosa si prova. Tutti lo capiamo, no? Ci sentiamo ancora male per questo. E so anche che capita di dire cose per rabbia e per disperazione, perché in quel momento le pensiamo davvero, ma non le sentiamo sul serio… la rabbia è utile a suo modo, ma in genere corrode e basta e fa stare solo dimmerda. Ognuno sta affrontando da mesi qualcosa come una battaglia dentro se stesso e magari ci restiamo male quando constatiamo che la realtà non è come ce la siamo immaginata. Non accade spesso che il mondo sia come vogliamo noi e da una parte è davvero un bene visto che spesso è difficile riuscire a capire cosa si vuole nel ver...

wtf?

Ho addosso una sensazione che non promette nulla di buono. Questa storta di campanello d’allarme che sta lampeggiando facendo un rumore infernale nella mia testa. Non riesco a farlo tacere. Che cazzo è? Non bastare il rumore esterno? In genere sento altro provenire dalla mia testa, ma questa volta è diverso. Non so se è ansia. Non sono ansiosa. Non è nervoso o che. Non c’entra nulla che oggi sono tre mesi. Non c’entra il 50/50 o il corvo. No. Nulla di tutto questo. Non c’entra che mi sento inutile tutto il giorno e che cerco di tenermi impegnata perché mi sembra ancora di avere le tavole da consegnare, quando so che non è così e mi manca, cazzo, mi manca. Non c’entra la scelta da fare per l’indirizzo dell’anno prossimo. No. Non c’entra neanche al momento è tutta la sera che efp non mi va. Ho disegnato, sto sentendo musica. Sto bene. O almeno, starò bene. Vorrei solo capire cosa cazzo mi sta succedendo. Da dove arriva tutto questo.

nella mia testa e sicuramente in quella di altri

C’era talmente tanta roba nella mia testa, che il mondo fuori lo sentivo appena.  Passava come un’ombra, la vita era tutta nei miei pensieri . E mi sono detta wow, nessun modo per descrivermi meglio. Perché davvero… sono così immersa nella mia testa da non rendermi mai conto di quello che mi circonda. Non è mai stata una cosa a mio vantaggio… non capisco mai nulla. Non mi sono mai creata un mondo per scappare dalla realtà. Un mondo fatto d’eroi e cose così… certo, sognavo di fare cose… di… poter aiutare qualcuno. E in queste fantasie… non ero io, non era il mio aspetto. Avevo capelli colorati e indossavo un ridicolo vestito e saltavo per i palazzi. Tutto. Per aiutare le persone per qualunque cosa. Ripercorrendo indietro i miei pensieri (la mia vita, quindi)… mi rendo conto che l’unica cosa che ho sempre rincorso è il desiderio di poter far spuntare un sorriso. Forse perché mi sentivo sbagliata pur non avendo nulla che non sia okay. Per questo, forse incosciamente, volev...

incazzature. perché non finiscono (quasi) mai

Perché ogni cosa, stai bene, ma stai male perché è colpa mia . I pregiudizi. No, per favore. Non iniziate anche voi… perché davvero, anche se può sembrare una cosa… banale, alla fine, ne è davvero pieno il mondo. Non faccio neanche la scoperta dell’acqua calda, me ne rendo perfettamente conto. Solo… che davvero, ci sono momenti, giorni in cui ti capisci sempre di più che… il mondo, ne è davvero pieno. E sapete la cosa più DIVERTENTE? La sapete? Che, queste persone, queste cazzo di persone che appena vedono un teschio ti urlano satanista dimmerda, hanno ragione. Alla fine: HANNO RAGIONE! Perché alla fine sei disposto anche a non dire nulla, perché sai che non capirebbero assolutamente nulla di un fottuto anche se spieghi loro le cose! E allora, perché cazzo ancora continuiamo a provare a parlare, con QUESTE persone? PERCHE’? Semplice, perché speriamo che capiscano il nostro punto di vista. Di farle entrare nel nostro mondo… ad avvicinarci a loro. E per cosa? Prova a far vedere un ...

I'm not weak

E’ invitante. Quella vena a portata di mano. Fragile; ti viene voglia di romperle; le cose fragili. Basta poco, poco. Veramente poco, per essere liberi. La fissi. Sì, è DAVVERO invitante quella vena sensuale come la musica. Quasi quanto quel taglierino sulla tua scrivania… Ma non lo faccio. Non lo farò MAI; Perché io NON SONO DEBOLE! Questa è una piccola cosa che ho scritto nel 2008. Strano come, nonostante tutta quella dedizione per l'autodistruzione, in me, questo concetto, sia sempre stato presente. Penso che dobbiamo ripetercelo tutti i giorni: io non sono debole .

Drugs. Life. Love. Dead.

Ci sono davvero persone che vorrebbero morire ma che, per una cosa o per un'altra, restano qui. E altre che per quanto amino la vita, non crepano mai. Io penso che alla fine hanno solo paura, paura di soffrire, paura di crescere, delle responsabilità. Altrimenti non ci penserebbero due volte ad uccidersi. Poi... c'è chi insegue l'autodistruzione con dedizione cieca. Come ero io. E non c'entra la vita o la morte. Sei... sei un concetto che va oltre queste cose. Perché non ti senti vivo, ma neanche morto. Ti senti costantemente in bilico, non appartiene a niente. Ecco perché ti senti inutile: non sai chi sei, ma prima di tutto COSA sei. Non te le fai neanche queste domande perché non sai neanche come si formulano. Lo sai e basta, che non sei niente, che non vali nulla.   Ti droghi per poter sentire qualcosa, certo che questa sarà la tua salvezza. E' un modo come un altro per sentirti legato a qualcosa. C'è chi per paura beve, c'è chi si fa nonostante chi a...

speak (?)

Equilibrio - ovvero giustizia nel rapporto che meglio sia spontaneo, altrimenti è tutto a senso unico. Benessere - inutile dire che, per essere rapporto, si deve stare bene con questa persona. Fiducia - senza il pensiero di secondi fini e che quando viene detta una cosa, quella è, è la verità.  Rispetto - non prendersi in giri ed essere sinceri. Dialogo - so che quando teniamo a qualcosa, abbiamo paura di perderlo, però è importantissimo parlare per evitare fraintendimenti e cose così, il confrontarsi e parlare servono anche per questo. Questi cinque punti, dal mio punto di vista, sono le basi di un rapporto. Che si parte con l'essere conoscenti, per poi arrivare sino al rapporto, con questa persona, che fa stare bene entrambi. Ovviamente, non per forza il fidanzamento e cose così, eh.  Poi dipende dalle persone. Ognuno di noi ha un rapporto diverso con ogni persona che conosce. E ogni parla, per quanto possa essere simile a quella detta anche ad altri, p...